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Poesie Liriche

LA MACCHINA DEL TEMPO

Ho infiocchettato lo spazio
alle lancette di un apparecchio
al primo ho cambiato nome
al secondo gliel’ho dato

Ho così il tempo inventato
e l’orologio per vederlo
giro le lancette avanti e indietro
e quello va e mi porta nel passato

Ora che son qui nel primoevo
non ricordo più che ci facevo
Da dove vengo? Dove vado?
Ma qui chi mi ci ha mandato?

BRUTTA

Scusami
scusami se il mio sguardo non indugia presso il tuo
scusami se non considero con amorevolezza le forme tue
ma ho paura
paura che tu possa affezionarti
e chiedermi poi di baciarti

Scusami
scusami se non ti rivolgo parola gentile
ma credimi non è per sembrarti ostile
ma solo perché ho paura
paura che tu possa appassionarti
e chiedermi poi di amarti

So
so che così facendo
alimento la tua rabbia
che riposa sotto la sabbia

So
so che così scrivendo
edifico la tua cattiveria
magnifico il volume dell’arteria

E dopo questa poesia quasi invettiva
dovrò farne un’altra dal titolo: “Brutta e Cattiva”.

VIAGGIO

Viaggiare
trascorrere spazio
come se fosse tempo a ritroso

Viaggiare
percorrere tempo
come se fosse spazio a venire

Viaggiare
stare fermi
nel punto del movimento

( Giugno 2002 per il Festival internazionale di Poesia di Genova)

DIO VEDE E PROVVEDE

Ho un Dio non vedente
barbone, nulla tenente.

AMORE

Amore che si scioglie
more e bionde per amanti
ore ed ore nel boudoir
re per pochi istanti
e una parola da rifar.