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Poesie Gioiose

LO STOLTO

Gli indicavo la Luna e vedeva il dito
Gli indicai il cielo e vedeva ancora il dito
Gli indicai le montagne e vedeva sempre il dito
“Il dito, il dito” continuava sempre a dirmi
“ Il dito, dall’occhio, toglimi il dito dall’occhio”

RICERCA DEL NUOVO BIS

Tutto, è stato già scritto
Tottu, però, no.

SPECCHIO

Chissà a cosa pensa
quando riflette.

 

DISPARI

Nel disegno distorto
d'una disretta
trovo il subìto torto
di una retta

JACK STRISCIANTE E' USCITO DAL GRUPPO

Voleva prendere
e fu preso
Voleva lavorare
e fu lavorato
Voleva amare
e fu amato
Era proprio
un verme.

COLONSCOPIA

Mi trovavo in bilico sul prepuzio
Quando d'improvviso dal posterior orifizio
Ti vedo spuntar fuori Orazio
-Orazio - gli dico - e che cazzio
E' questo il modo di togliersi uno sfizio?
Senza nemmeno pagarmi il dazio?
- Mi trovavo - dice Orazio- in quel tuo iperspazio
per cercare il tesoro di Tazio
ed ecco infatti un bellissimo topazio!
- Ma che topazio egizio, dissi al tizio
Quello è un pallottolo escrementizio

UNA SERA DI LUNA ROSSA

Fu una magia nera
eravamo al terzo giro di boa
quando quello iniziò a stringere.

IL VANGELO DEL 2000

Oggi in tivvù
c'è chi parla di Gesù

Un sacerdote capace
conduttore di Telepace
Parlava delle parabole
con fare molto amabile
Diceva di molto apprezzarle
spiegava di come orientarle.
Quel tuo bel gattino
con quel folto suo pelino
Che mi entra nelle nari
ma perché non gli spari?

La caffettiera bolle
la tua faccia molle
la pasta scotta
mani di ricotta

Budino
il tuo culino
cola brodo
ed io mi rodo

Mi dici che non t'amo
ma vedrai se mi dai l'amo
mi dici che ti senti sola
e mi ritrovo a stringerti la gola

Farfugli suoni che non conosco
poi dici che non ti capisco
ma se non sai parlare
sai solo soffocare.